L’Eurovision e le lingue


Con l’ucraina Jamala e la sua “1944” torna finalmente a vincere l’Eurovision una canzone che non è cantata completamente in inglese. La canzone ha infatti il suo ritornello in tataro e rompe, seppur in parte, il predominio della lingua inglese.

Per trovare una canzone cantata completamente in lingua madre vincitrice dell’Eurovision bisogna tornare al 2007, unica eccezione del terzo millennio, quando la serba Marija Šerifović vinse con la sua  “Molitva” (Preghiera). Dal 2000 infatti, gli altri quindici vincitori, provenienti da 13 paesi differenti, hanno vinto con una canzone in inglese o con un mix nelle due vittorie dell’Ucraina (inglese-ucraino con Ruslana nel 2004 e con l’inglese-tataro di Jamala).

Ma non è sempre stato così.

Dalla prima edizione del 1956 e per quasi vent’anni per esempio, tutti i vincitori cantavano nella loro lingua madre. A vincere per la prima volta l’Eurovision con una canzone in inglese (escludendo i vincitori irlandesi e inglesi ovviamente) sono stati gli Abba nel 1974, con la canzone “Waterloo” che segnò l’inizio del loro successo.

Fino agli anni ’90 però la maggior parte delle canzoni vincitrici erano in lingua madre. Canzoni in norvegese, svedese, tedesco, italiano, ebraico, danese, francese, olandese, serbo-croato, vinsero il festival della canzone europea e riuscirono ad arrivare con le loro diverse melodie a tutti gli europei. Negli anni ’90 l’inglese arrivò di prepotenza, ma attraverso interpreti madrelingua, con quattro vittorie irlandesi e una inglese nel corso del decennio.

Certamente era un segnale chiaro, una conseguenza della grande diffusione dell’inglese tra le masse europee.

Si è arrivati così al terzo millennio, con le 15 canzoni su 16 vincitrici cantate in lingua inglese da interpreti estoni, danesi, greci, tedeschi, austriaci, svedesi, norvegesi, lettoni, estoni, turchi, azeri, russi, e ucraini.

L’Italia ha sempre partecipato con canzoni italiane, vincendo in due occasioni, nel 1964 con “Non ho l’età (per amarti)” di Gigliola Cinquetti e nel 1990 con “Insieme:1992” di Toto Cotugno. Dal 1997 al 2011 l’Italia non ha più partecipato per scelte della Rai legate al poco interesse di pubblico, per questo, se hai intorno ai 30 anni e hai viaggiato-vissuto fuori dal paese, ti sei ritrovato tuoi coetanei guardandoti come un alieno per la tua ignoranza sull’esistenza dell’Eurovision o anche sul tuo poco interesse al riguardo.

Tornando al rapporto tra le lingue e l’Eurovision, Amaita, come associazione impegnata nella promozione del multilinguismo e la valorizzazione di tutte le lingue, comprese quelle meno diffuse, non può che rallegrarsi per quel ritornello in tataro della canzone “1944” di Jamala.

Qui sotto vi lasciamo video di altre undici canzoni vincitrici dell’Eurovision in undici lingue diverse.

 

Corry Brokken – Net Als Toen 1957: olandese

Gigliola Cinquetti – Non ho l’età 1964: italiano

 

Massiel – La la la 1968: spagnolo

 

Izhar Cohen & The Alphabeta – A-ba-ni-bi 1978: ebraico

 

Nicole – Ein bisschen Frieden 1982: tedesco

 

Celine Dion – Ne partez pas sans moi 1988: francese

 

Carola Fångad av en stormvind 1991: svedese

 

Katrina and the waves – Love shine a light 1997: inglese

 

Ruslana – Wild dance 2004: ucraino

 

Marija Šerifović – Molitva 2007: serbo

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